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Saluto del presidente al consiglio generale agesci 2020

Carissimi tutti,
un saluto particolare ai Presidenti, Barbara e Vincenzo, a Fabrizio Capo Scout e alla Donatella che termina il suo servizio da Capo Guida. Un saluto ancora a Roberto, AE generale, con cui abbiamo condiviso in gioventù tanta strada scout insieme.
Sono davvero contento di poter lasciare un messaggio al Consiglio Generale del 2020. Qui sono stato presente moltissime volte: prima attivamente all’epoca del mio servizio in AGESCI, poi invitato come Presidente del Centro Studi Mario Mazza, e oggi quale Presidente del MASCI, eletto da meno di un anno. Ricordo a tutti che io sono sempre censito anche in AGESCI, e questo non deve sembrare una stranezza ma una scelta per testimoniare che il cammino scout, da qualsiasi prospettiva lo si guardi, ha un unico orizzonte.
Quest’anno, originale e difficile per l’esperienza del covid, che purtroppo non ci abbandonerà presto, ci ha chiesto di essere preparati a mutare i nostri programmi e i nostri progetti, a rispondere con creatività ed avventura a questa sfida epocale. Senza retorica ricordo che in quanto scout dobbiamo saper leggere i segni dei tempi e vivere appieno nel tempo che ci è dato, essere capaci di lasciarci coinvolgere dal messaggio che l’oggi ci lancia.
In questi ultimi tempi abbiamo fatto insieme due significativi passi: uno relativo al riconoscimento da parte delle nostre associazioni della Comunità dei Foulard Blanc, trasversale e originale, che ci ricorda sempre l’attenzione al servizio agli ultimi, e l’altro, la richiesta di avvio del percorso per la beatificazione di don Giovanni Minzoni, martirizzato forse anche a causa della sua attenzione all’educazione, ai giovani, agli scout. Due semplici iniziative congiunte, che si vanno ad aggiungere alle numerose vissute dai Gruppi e dalle Comunità su tutto il territorio nazionale, che testimoniano un cammino comune delle nostre Associazioni, un cammino che facciamo e vogliamo continuare a compiere. Il Masci è ben piccola cosa di fronte all’Agesci, ma nel mondo adulto, oggi, è una associazione ritenuta significativa, perché sa dove andare, perché vuole dare senso alle cose, perché sa calarsi nella realtà e nel quotidiano senza perdere di vista gli orizzonti più lontani.
Tutti noi viviamo la stessa avventura scout, con modalità e responsabilità differenti, ma uniti dalla stessa Legge e Promessa. Lo scautismo è una grande idea che si fa vita, passa da uno all’altro grazie alla testimonianza e alla abnegazione di molti. Noi abbiamo ricevuto il testimone da chi ci ha preceduto e a nostra volta lo passeremo ad altri. La grande avventura dello scautismo, nata per educare i più giovani a divenire buoni cittadini, oggi coinvolge milioni di persone, di tutte le età. Anche le associazioni scout giovanili annoverano adulti, che hanno il compito precipuo dell’educazione, ovvero cercano di far crescere e far maturare i più giovani aiutandoli ad orientarsi liberamente nella loro vita secondo il loro progetto.
Ma fermiamoci sull’adulto: chi prende la partenza è un arrivato? Ognuno di noi può dirsi mai arrivato? La risposta è banalmente no. Anche gli adulti hanno bisogno di trovare un ambiente per la loro crescita personale, familiare, lavorativa, religiosa. È evidente che anche gli adulti hanno bisogno di dare senso alle loro vite, di leggere il significato delle loro esperienze, di saper discernere e testimoniare ciò per cui sono chiamati ad esistere. Ecco il processo dell’educazione permanente, che coinvolge in modo diverso le diverse fasi della vita, dalla fanciullezza alla vecchiaia: è il centro del significato dello scautismo adulto.
I valori ed i principi scout entrano dentro ognuno di noi ed orientano la nostra vita, ma il processo di riuscire a leggere ciò che noi viviamo e dare a questo un senso esistenziale compiuto non riusciamo a farlo da soli: abbiamo bisogno della Comunità. E la Comunità non solo sostiene ognuno nella difficoltà o condivide con ognuno le gioie e le speranze, la Comunità in sintesi riesce a completare l’esistenza di ognuno, lo aiuta a scoprire sempre di più e sempre meglio il sogno che Dio ha per ogni suo figlio. E proprio nel significato profondo della Comunità si riscopre la necessità, quasi esistenziale per uno scout, di non essere spettatore del mondo ma protagonista della realtà: la scelta del servizio, e qualsiasi servizio è degno ed importante purché finalizzato alla donazione gratuita di se, per il bene di tutti.
Vi ho tratteggiato in breve il senso dello scautismo per adulti, il senso del MASCI: non una associazione di vecchietti nostalgici, ma un Movimento di Scout Adulti che sui valori condivisi e abbracciati da giovani cercano di portare testimonianza al mondo di scelte importanti quali quelle della comunità, della famiglia, del credo religioso cristiano e del servizio. Il senso di questo è l’educazione permanente che ognuno cerca di vivere.
In molte realtà il MASCI è a stretto contatto con i Gruppi dell’AGESCI, spesso è anche al loro servizio… in tante realtà non c’è nulla. Io credo che sia utile anche per i più giovani avere vicino una Comunità di Adulti Scout, non solo per l’aiuto che questa può offrire nei momenti di bisogno, ma perché può essere testimonianza a chi non fa più il capo o a chi è genitore dei più piccoli, che la vita scout è fatta di profonde scelte valoriali ma anche di azioni pratiche quotidiane, che lo scautismo non è per pochi eletti ma può affascinare chiunque, che lo scautismo è una esperienza non solo giovanile ma può esserlo per sempre: semel scout semper scout, il motto del MASCI!
Buona strada
massimiliano

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