Il Consiglio Nazionale del Masci, ha approvato un contributo da offrire alla 46a edizione delle Settimane Sociali.
Potete scaricare l'allegato o leggerlo di seguito.
Collegatevi al sito www.settimanesociali.it
Contributo del MASCI al cammino verso le Settimane Sociali 2010
Abbiamo letto con attenzione la “Lettera di aggiornamento”, dove si afferma che l’adulto è una risorsa che va liberata in funzione del bene comune.
Il MASCI (Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani), in virtù della propria esperienza, richiama l’urgenza di recuperare la prospettiva dell’educazione degli adulti per consentire loro di riappropriarsi della propria adultità.
Tale prospettiva consentirà anche di sostenere evolutivamente le risorse dei giovani che chiedono, anche attraverso la manifestazione di varie forme di disagio, la possibilità di un confronto autentico e proficuo.
L’educazione degli adulti deve rendere questi ultimi capaci di accettare e gestire il conflitto, di porre e rispettare limiti e regole finalizzate al bene comune, all’accoglienza, alla capacità di relazionarsi con gli altri.
L’ educazione degli adulti deve inoltre sviluppare in loro il coraggio e il gusto di affrontare le proprie responsabilità.
Viviamo in una società “inconcludente”, incapace di far emergere elementi utili per lo sviluppo.
La cultura collettiva risente di questo e si va depauperando, c’è un appiattimento senza spessore.
A fronte della debolezza di una vera adultità, intesa come capacità di discernimento, responsabilità e consapevolezza del proprio compito, l’adulto rimane spesso in un tempo immobile, pietrificato dove tutte le scelte sono possibili, ma di fatto non si sceglie mai.
Sembra tuttavia emergere tra gli adulti, talvolta in modo inconsapevole, la domanda di spazi di confronto e di esperienza dove ritrovare la capacità di interpretare la storia, di vivere con serenità la propria condizione umana, di ritrovare le ragioni di condivisione e di responsabilità, il senso profondo della morale personale e dell’etica pubblica, di recuperare il senso creaturale e religioso della vita, di riscoprire in modo adulto la gratuità e il servizio del prossimo come “strada per la felicità”.
La risposta a tutto questo può venire solo da comunità educanti per adulti.
Si avverte quindi la necessità di proporre agli adulti itinerari di cambiamento o, per usare un termine religioso, di conversione.
La società ha bisogno di adulti capaci di trasmettere con la testimonianza, la faticosa ricerca quotidiana della verità, l’esercizio del discernimento, l’essere in grado di stare bene con se stessi, l’ accettare i propri limiti e, per i credenti ma non solo, ricercare la relazione con il Dio di Gesù Cristo.
La società ha bisogno di ambienti per adulti capaci di elaborare e proporre scelte scomode che siano segno di contraddizione con il pensiero dominante.
La società ha bisogno di minoranze attive, che come sale della terra, siano capaci di cambiare se stesse e di operare micro-trasformazioni feconde e fecondanti del contesto socio-culturale.
La società ha bisogno di donne e uomini capaci di testimoniare con rigore e radicalità i valori fondamentali della legalità, della giustizia e dell’uguaglianza, in grado di fecondare non solo le istituzioni, ma anche la famiglia, gli ambienti di lavoro, i luoghi della convivenza civile e della partecipazione politica.
La società ha bisogno di ambienti capaci di testimoniare la volontà di accogliere la vita nel senso più ampio, cioè di accogliere l’altro nella sua indispensabile e creativa diversità proprio in quanto altro; “altro” che inquieta e fa paura perché mette in discussione la nostra identità culturale e religiosa oltre a minacciare i presunti interessi economici.
Occorre operare per riscoprire questa identità, senza diventare conservatori a priori anche su punti secondari, non con l’irrigidimento dei rituali e della morale, quanto piuttosto con la pratica della Parola e della relazione.
Occorre lasciarsi interrogare dai poveri, dagli esclusi, dagli stranieri che mettono in discussione le nostre sicurezze.
La società ha bisogno di ambienti di adulti in grado di denunciare con coraggio gli errori e certi orrori della cultura dominante, dove prevale una pseudo libertà egocentrica e infantilizzante.
Da tutto questo emerge l’urgenza di recuperare la dimensione dell’adultità e di mettere in campo processi efficaci di educazione degli adulti.
Siamo convinti che l’educazione degli adulti sia una risposta generatrice di futuro.
L’emergenza educativa, infatti, non riguarda solo il mondo giovanile; non è possibile affrontarla in assenza di adulti maturi in grado di porsi come termine di confronto per le giovani generazioni, capaci di testimoniare e di affermare l’impegno per un mondo migliore, dove il rispetto del limite e della regola è alla base della libertà.
Di qui l’urgenza di ricercare e praticare metodi nuovi, originali e creativi per l’educazione degli adulti.
Questo è un compito di cui la Chiesa Italiana da una parte e le Istituzioni Pubbliche dall’altra dovranno sentire tutta la responsabilità e l’urgenza, promuovendo la diffusione e la qualificazione di iniziative e di proposte di educazione per adulti.
Il nostro è un tempo di trasformazioni grandiose e continue.
Tutto fluisce veloce e i punti stabili di riferimento sono sempre di meno.
Dobbiamo ritrovarli, più dentro che fuori di noi.
Dobbiamo ritrovarli nella nostra relazione con l’altro scacciando le paure che ci rinchiudono in noi stessi.
Il Consiglio Nazionale del MASCI
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