Abruzzo – S. Giovanni in Lucoli 22 -29 Agosto
Carissimi,
raccogliendo il parere dei volontari MASCI Sicilia per l’ Abruzzo partiti con il turno di fine agosto e associandoci ad essi, si può dire che l’esperienza di volontariato fatta è stata molto positiva. Prima di tutto dobbiamo dire che ci ha molto colpito l’entusiasmo e la dedizione di tanti giovani che si dedicavano con tanta passione e fervore agli altri. Essi facevano parte di varie organizzazioni di volontariato, come la Caritas e l’Agesci; quest’ultima spiccava di più per il numero grandissimo di partecipanti e per la loro capacità organizzativa. In genere, così come ce li mostrano i mass- media, i giovani sembrano orientati verso un egoismo godereccio spesso incosciente ( discoteche, alcolismo con le relative conseguenze nefaste e devianze) e a volte criminale ( droga, stupri, ecc.). Qui abbiamo potuto sperimentare una gioventù entusiasta, disponibile al servizio verso la persona che è nel bisogno; giovani che vivono con gioia gli ideali che lo scoutismo ha saputo far loro interiorizzare.
E noi, adulti scout?
Noi della Sicilia del turno di fine agosto, siamo arrivati in sei in Abruzzo. Alcuni sono stati dislocati a Paganica, altri a S. Giovanni in Lucoli. Noi due della zona netina siamo stati in quest’ultima destinazione assieme a Saverio, di Milazzo e Beppe proveniente dal Piemonte. Siamo stati collocati in una tendopoli con non molti residenti e con qualche difficoltà di convivenza tra gruppi familiari di etnia diversa. Il nostro compito è stato quello della distribuzione dei pasti, di segreteria, pulizia, conduzione di altri servizi che occasionalmente si rendevano necessari. Ma il compito più importante, scoperto subito dopo, è stato quello di intrattenersi con i residenti testimoniando la nostra solidarietà e amicizia, parlando con discrezione dei loro problemi e della loro terribile esperienza fatta in Apri le. Durante la nostra permanenza non ci sono stati né si sono ripetuti casi di contrasto tra i residenti e di cui ci avevano informati quelli ai quali abbiamo dato il cambio all’arrivo. Questa rappacificazione globale è avvenuta probabilmente perché siamo riusciti a instaurare un discreto rapporto amicale e paritario con tutti. Certo sette giorni sono stati pochi per relazionarci in maniera sufficiente con la gente, tuttavia abbiamo notato che alla nostra partenza la mestizia dei loro volti e la tristezza dei loro occhi, caratteristica presente in quasi tutta la popolazione, avevano lasciato posto a un sorriso autentico di riconoscenza per noi e di speranza per loro. Tutto bene? Non certo, forse non si poteva fare di più, meglio sicuramente si poteva fare, ma questo viene anche con l’esperienza. Qualche ombra tra noi A. S. c’è stata: per esempio la competizione silenziosa per assumere qualche incarico che poteva sembrare di un certo prestigio, oppure seguire una certa tendenza a capeggiare ( tradizionale difetto di alcuni scout) invece di favorire in tutti una maggior partecipazione comune, c’è stata anche una mancanza di progettualità iniziale nell’impostare la giornata al campo, con una conseguente assenza di incontri a carattere sia scoutistico che spirituale.
I punti positivi li acquisiamo assieme a quelli negativi, coscienti che tutta l’esperienza è positiva, e che ciò che si è visto come mancanza sarà punto di partenza per ulteriori approfondimenti formativi.
Buona strada.
Santo Marina magister - Michele Trincali, Noto.