Abruzzo - Camarda 12-19 settembre 2009

VOLONTARI

M. A S. C. I:   DI CLEMENTE PIA        Pesara 1
                      SPOLTORE VITTORIO  Lanciano
                      PIROLO FRANCA          Avezzano
                      LUCIFORO ANGELO    Bologna
CHIESA EVANGELICA VALDESE : 2 Volontari  
CARITAS: 1 volontario
MISERICORDIA : 3 volontari
ESERCITO: 2 Psicologi                                      
PROTEZIONE CIVILE SARDEGNA che gestisce il campo e la mensa.

RELAZIONE
Arrivati a Camarda, alla tendopoli ci accoglie Primo  con un sorriso stanco ma felice di vederci e di relazionarci in breve tempo la realtà del momento.
Una breve presentazione con i Capi  Campo  e i volontari che incontriamo nel breve tragitto che percorriamo per arrivare alla nostra tenda: Elisa della Chiesa Valdese,   Jonatan della Caritas e alcuni  volontari della P.C.
Dalla mensa arriva un buon profumo,  molti ospiti si accingo per il pranzo.
Il gruppo si divide, io e Vittorio distribuiamo i pasti, Angelo accompagnato da Primo va a conoscere la famiglia Pulzoni  e Franca al COM 5 ad incontrare Margi  per le consegne del lavoro di segreteria che dovrà svolgere per tutta la settimana.
Il servizio alla mensa svolto per lo più da me e Vittorio non è stato per niente faticoso ma significativo. Un sorriso, un buon appetito, vieni a giocare con noi, ci vediamo questa sera ….  ci  da  la  possibilità , pian piano, di conoscere,   instaurare dialoghi e  fare amicizia.
Angelo, nel frattempo, inizia e consolida l’amicizia con Vincenzo un giovane speleologo, paraplegico da diciassette mesi.  Non riesce né a parlare né a muovere le dita per azionare il suo computer ma i suoi  occhi si illumina ogni qualvolta  un volontario gli fa visita.  Angelo è colpito,  ammira la compostezza e la dignità della mamma che cura insieme alla badante anche il marito invalido da molto tempo,    rimane  lungo con Vincenzo  a fargli compagnia e  a vedere foto. 

Questa settimana non è stato facile organizzare grosse cose, la situazione trovata nella tendopoli varia di giorno in giorno e non è  simile alle altre . Il campo vive  un’ aria di precarietà, incertezza, ed    ansia, dovuta alle ultime ordinanze del sindaco. Molti devono lasciare la tendopoli e tornare nelle case agibili,   gli  altri  decidere su due opzioni: andare in albergo, anche abbastanza lontano da Camarda,  o trovare una sistemazione autonoma e godere dei benefici a loro  concessi.

La pioggia, poi,  non   facilita le attività che ci siamo proposti di fare. I volontari  pressoché assenti:  Elisa indaffarata nelle sue cose e se vogliamo anche poco propositiva ;  Ionatan  divide il suo impegno con il campo della Caritas di Paganica  poi ci lascia , torna a casa;  quindi…. abbiamo cercato di fare quel che si è potuto.

La Messa della domenica, da noi animata, ci ha permesso di conoscere Concetta , una camardese che vive in paese e che si occupa delle funzioni religiose, con la quale  Vittorio ha instaurato un programma di animazione del Rosario e della Messa serale,  un modo questo di avvicinare la popolazione più anziana.

Mentre Franca  al COM 5,  svolge il lavoro di segreteria quindi  aiuta a riempire moduli, domande;   con  pazienza e  attenzione cerca di dare fiducia; noi al campo conosciamo meglio i camardesi. Una passeggiata tra la tendopoli ci da la possibilità di parlare,  raccontare qualcosa di noi ma soprattutto conoscere e far parlare loro.
Adelina  è accudita da Angelo,  anche noi cerchiamo spesso  di farle compagnia.
Jonatan organizza una partita a pallone ed invita Angelo , io  e Elisa intrecciamo braccialetti colorati con i ragazzi,    si instaura così fiducia e amicizia.
A metà settimana,  una  parte dei terremotati  ha già lasciato la tendopoli per rientrare nelle case;
una cinquantina di camardesi, giovani ed  adulti, è tornata dalla  vacanza in Sardegna ,  c’è una nuova vitalità.   
Si instaura un buon rapporto con i volontari della P.C. specie con quelli della mensa. Un lauto pranzo offerto a tutti i residenti. festeggia l’addio ai camardesi  del cambio turno della P.C.
Gioia e commozione hanno segnato la serata.( questa  squadra non tornerà più a far servizio).

Durante la settimana la sera, quando il freddo e la pioggia sono stati clementi,  organizziamo, con i giovani e i volontari (P.C., Esercito)  il Karaoke,  (non sono mancati canti e balli sardi), e la famosa tombola Masci con premi per tutti. Un momento di grande aggregazione. 
Al campo da ieri si respira un’aria diversa : grande fermento, si parla, si consultano  tabulati.
Sono arrivate le assegnazioni delle nuove case e le graduatorie. Sembrano tutti soddisfatti, anche Adelina avrà la sua , bisogna solo aspettare alcuni mesi.
Oggi ci apprestiamo a lasciare il campo e fare le consegne al prossimo turno.
A pranzo a nome di tutti saluto i Camardesi con una promessa: “noi abruzzesi, appena saranno pronte le case,  torneremo sicuramente a farvi visita.”

 L’esperienza  vissuta è stata positiva ed arricchente per tutta la squadra, ognuno ha avuto modo di confrontarsi con persone e situazioni diverse che hanno contribuito  ad una  crescita personale. Torniamo nelle nostre case con  entusiasmo ma con il cuore  a Camarda.
Difficilmente dimenticheremo  la famiglia Pulzoni,  Antonio  che con il suo bastone gironzola nella tendopoli,  Giovanni un bimbetto di tre anni che da grande vuole fare il muratore, e Adelina con tutti i suoi nuovi e vecchi problemi e così via via tutti gli ospiti  della tendopoli  camardesi e non.
Grazie a tutti.                                                                                   
Pia

Una considerazione
Penso che le squadre che si avvicendano abbiano bisogno di vivere un periodo più lungo insieme ( almeno 2 gg.) per meglio inserirsi e relazionarsi con la popolazione, che vive un continuo cambiamento  di volontari,  come per noi così per loro è difficile  instaurare  rapporti in poco tempo, quando ormai hanno acquisito fiducia simpatia  è passata già una settimana e c’è di nuovo il cambio.