Il Presidente Nazionale: Riccardo Della Rocca scrive .............. carissime e carissimi,
oggi "giornata della memoria" tutti noi ricordiamo i milioni di ebrei che persero la vita , e prima ancora subirono violenze inaudite, nei campi di sterminio voluti dalla ferocia nazista.Per questo vi ripropongo la pesia di Primo Levi che introduce "Se questo è un uomo".
Dobbiame però ricordare anche che in quei campi di sterminio furono trucidati milioni di zingari (oggi li chiameremmo rom o sinti), di omosessuali, di comunisti, di intellettuali, di oppositori del regime nazista (come non ricordare il primo santo scout Marcel Caillou, padre Massimiliano Kolbe, il grande teologo Dietrich Bonhoeffer).
Avevano una sola colpa: essere considerati "diversi" rispetto al modello di uomo della società nazista.
Tutte le volte che la "diversità" viene considerata un rischio, un pericolo anzichè un'opportunità; quando prevale l'esclusione ed il rigetto rispetto all'accoglienza ed al dialogo, la civiltà e l'umanità sono in pericolo.
Noi scout dobbiamo sempre avere in mente il 4° articolo della nostra Legge "La Guida e lo scout sono amici di tutti e fratelli di ogni altra guida e scout" e BP precisava che "...questo indipendentemente dalla razza, dalla cultura, dal credo religioso dal colore della pelle...".
Assistiamo nei nostri giorni a tentazioni di intolleranza, di rifiuto del "diverso", a chiusure nella propria identità; su tutto questo dobbiamo vigilare, questo è il senso vero della memoria, non solo un ricordo del passato.
Mi torna sempre in mente il finale del dramma "L'istruttoria" di P.Weiss in cui diceva "ricordate che queste cose sono avvenute nel passato ma possono ancora avvenire".
Riccardo
Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un si o per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi, alzandovi.
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.
(Primo Levi)