Sala, 18.06.2017

Cari amici, oggi è davvero una giornata speciale perché ci si incontra tra compagni di strada per ricordare Riccardo Della Rocca, un grande “capo” dello scautismo italiano, dove “capo” sta per educatore, formatore, persona al servizio degli altri.

Non sarò di certo io a ricordare a Cristina, ai figli, e a tutti voi qui presenti, chi era Riccardo, perché lo avete conosciuto, stimato ed amato meglio di me; tuttavia l’intitolazione a suo nome della base scout di Sala inevitabilmente diventa anche l’occasione per fare memoria di un vissuto, del cammino fatto insieme a lui: un momento per recuperare – dalla massa confusa dei ricordi della nostra mente, che il tempo a volte offusca – la nitidezza di un ricordo che ci restituisca la sua immagine, unita al profumo di sigaro toscano.

Permettetemi:

–     un particolare saluto a Padre Francesco Compagnoni, caro amico di Riccardo e con il quale pure io ho avuto modo di percorrere un breve tratto di strada in- sieme;

–     un cordiale ringraziamento alle autorità che hanno voluto ricordarlo qui oggi, sia con la presenza, sia con pensieri e testimonianze scritte tra le quali, in particolare, quella del Presidente della Regione Lazio, Dott. Nicola Zingaretti;

–     un ringraziamento, a nome del Movimento (ma anche dell’ AEN e del SN),  a Carlo Bertucci e a tutta la Regione Masci Lazio, per aver avuto l’intuizione dell’intitolazione di questa base a Riccardo Della Rocca, portata all’assemblea di Assisi e acclamata all’unanimità.

Stiamo vivendo una cerimonia semplice ed essenziale, come è nello stile e nello spirito dello scautismo, e come era nello stile  e nello spirito di Riccardo, per dare testimonianza del cammino da lui compiuto nella sua vita, dedicata al servizio nello scautismo, all’impegno professionale, all’attività poli- tica e amministrativa.

Questa Base (lo si percepisce vivendola), è il luogo ideale per le attività tipi- che dello scouting; qui le Associazioni scout (ma non solo), possono realizzare e far vivere momenti importanti di crescita, di formazione, di scambio di esperienze, di “strada nel creato”, così come indicata nel Patto Comunitario dello scautismo adulto.

In questa circostanza mi pare doveroso e bello comunicare che domani, proprio da questa Base di Sala “Riccardo Della Rocca”, partirà il primo dei tre campi di lavoro di Amatrice, per aiutare le genti colpite dal terremoto a ricostruire il tessuto sociale indispensabile perché le persone possano, in qualche misura, risanare le ferite che il sisma ha generato.

Auguriamo a quanti coinvolti ed in modo particolare agli AS del Lazio e del Comitato Esecutivo (che coordineranno le attività), una buona riuscita di questi eventi, che saranno soprattutto esperienze di solidarietà, di fede, di formazione.

I campi di lavoro di Amatrice si uniscono poi al progetto delle “mini route” già in corso e partite dall’Abruzzo.

Per quanto riguarda gli aiuti a favore delle zone terremotate sappiate che il MASCI, attraverso le regioni del centro Italia e grazie ad ECCOMI, sta por- tando avanti anche altri progetti di tipo strutturale.

È doveroso qui ricordare l’avvio dei lavori, con la posa della prima pietra, del centro giovanile di Venagrande, struttura questa che sarà intitolata a Beppe Bacchetti, altro grande capo scout che fin dall’inizio ha condiviso, accompagnato e sostenuto con Riccardo l’avventura di Sala.

E’ bello pensare che alla sera, in questa Base scout, “quando tramonta il sol”, attorno al fuoco di bivacco, che generalmente si svolge giù in fondo al parco a ridosso della grande quercia, davanti all’altare di legno, Riccardo, con Agostina già Segretaria del Lazio e Peppe Bacchetti, pongano la loro mano benevola e amorevole sul capo di quanti salutano il “dì che muor” cantando in cerchio il tradizionale “Scende la sera”.

Questa Base è stata, e dovrà continuare ad essere, un luogo di ritrovo, di incontro, di fraternità, fra quanti come noi sono accomunati da una stessa Legge e Promessa: che non ha età, colore, religione, lingua o cultura differente, ma che tutti unisce.

Vorremmo che questa Base fosse sempre di più punto di riferimento anche per quelle realtà che, provenienti da strade e da percorsi diversi dai nostri, desiderano fare un’esperienza di immersione in una natura quasi incontaminata, che è quella del “Laudato Sì “.

Conservo nel cuore, tra i tanti, i tre più bei ricordi della mia vita legati alla smisurata bellezza del creato; uno di questi riguarda un fatto che si è svolto qui a Sala.

–     Il primo ricordo riguarda i cieli stellati dell’Amazzonia, dove una polvere di stelle disegnava la via Lattea come strada luminosa che invitava ad orientare lo sguardo verso la “Croce del Sud”.

–     Il secondo si riferisce ai tramonti nella parte meridionale del Marocco, an- dando verso il deserto: una tavolozza di colori che solo il più grande pittore della storia, “il nostro” Dio, ha la capacità di disegnare ogni sera.

–     Ma il terzo l’ho vissuto qui a Sala. Era il settembre 2013; invitata da Riccardo all’ultimo CN del suo mandato, finito l’acquazzone nei pressi del casale di Sant’Anna dove mi trovavo, guardavo a nord verso i monti Sibillini, e c’erano due arcobaleni meravigliosi che si intrecciavano tra di loro e componevano a loro volta un’arcata che andava da una parte all’altra del cielo, con dei colori così intensi da togliere il respiro!

Per dare la possibilità a molti di vivere queste esperienze, da molti anni alcune persone dedicano tempo, risorse e fatica a questo luogo; mi riferisco alla squadriglia Scoiattoli che, anche se segnata dalla fatica dagli anni che passano, con energia e volontà continua a  mantenere  le strutture in ordine e a garantire la manutenzione del verde.

È noto che questa Base scout rientra in un progetto più grande, del quale Riccardo è stato il promotore e l’artefice, ossia quello della convenzione con la Regione Lazio per la gestione di tutta la tenuta, e ciò comporta un impegno costante e grande, a volte superiore alle reali possibilità  e alle concrete esigenze dei soggetti che interagiscono in questo grande parco.

Rispetto a ciò, credo che siamo chiamati a fare una riflessione più attenta e lungimirante con coloro che qui operano, ossia  i soci del Consorzio Sala, i soci della Cooperativa Strade Aperte – tra i quali c’è il Masci – l’amministrazione regionale stessa, per poter utilizzare al meglio le risorse e le potenzialità di questo enorme patrimonio. E senza nascondere, per onestà intellettuale, le difficoltà connesse alla gestione.

Infine, ritornando a questa porzione di Parco e alla Base Scout che oggi vie- ne intitolata a Riccardo, voglio citare un pensiero di B.-P. che mi è fin da subito rimasto impresso:

“Nel vostro passaggio in questo mondo, che ve ne accorgiate o no, chiunque voi siate e dovunque andiate, state lasciando dietro di voi una traccia. Altri la noteranno e potranno seguirla…. Può darsi che la vostra traccia sia marcata sugli alberi, per renderla visibile a chi vi segue, o invece può darsi che lasciate inavvertitamente delle orme peraltro riconoscibili sulla sabbia …”

Anche la Base scout di Sala contiene “pezzi di noi e delle nostre vite” che riescono a comunicare quello che siamo stati anche dopo la nostra uscita dal mondo. Oggi intitolandola a   Riccardo Della Rocca, rendiamo palese a tutti che essa ci parla di lui: è una sua “traccia” che egli lascia a tutti noi, richiamandoci forse anche ad una maggior responsabilità rispetto alla gestione di questo luogo.

Grazie Riccardo …

                                                                                                       Sonia Mondin

Galleria Fotografica dell’evento

Per ricordare Riccardo