Intervento di Massimiliano Costa, MASCI, al Consiglio Generale Agesci 2022

Carissimi,

come tutti gli anni mi trovo tra voi e sono davvero contento di essere qui. Molte sono le comunità Masci che quotidianamente lavorano con i gruppi dell’Agesci, sono qui a portare il saluto di tutti questi adulti scout che sentono l’Agesci l’associazione dei più giovani, dei loro figli o nipoti, perché spesso è così. Questo mio saluto non vuole essere un gesto di cortesia ma di fraternità, fraternità vera tra scout. È ringraziamento a Vincenzo e Fabrizio, che terminano il loro servizio, è augurio per chi sarà eletto, è una conferma di stima a Roberta, Roberto e Daniela che continuano il loro servizio, tutti insieme potremo sempre più collaborare verso la stessa meta, quella del servizio all’uomo in questo nostro tempo nel segno di Gesù Cristo.

Come ho più spesso detto a voi so che il Masci è ben poca cosa rispetto all’AGESCI, ma non mi stancherò mai di ribadire il senso dello scautismo anche per gli adulti. Un adulto che ricerca la piena gioia nella vita, non da solo ma con altri, che vuole rinunciare all’individualismo egoistico celebrato nel nostro tempo, che magari cerca di provare con il servizio a rendere più piena la propria esistenza e quella di altri, e aggiungiamo che sia disponibile a confrontarsi con il quotidiano, con le gioie e le sofferenze della donna e dell’uomo di oggi, con i figli e il lavoro, con i genitori anziani e i problemi economici e perché no anche quelli globali, insomma una donna ed un uomo che vogliono vivere da vivi con altri adulti, nel segno di un cammino cristianamente ispirato, bene per queste persone il Masci può rappresentare una occasione di pienezza, una occasione per vivere tutto questo con lo stile ed i valori dello scautismo, per qualcuno vissuti da giovane, per altri incontrati in età matura. Non per tutti, anche se aperti a tutti! Questo è il Masci di oggi.

Perché dico questo a voi che state rispondendo alla chiamata con il servizio ai più piccoli? So bene che molti in questa sala pensano che lo scautismo esaurisca la sua missione con la Partenza, che l’adulto nello scautismo è solo il fratello maggiore che aiuta i più piccoli a crescere, che la comunità capi è finalizzata all’evento educativo…… ma io vi dico che le Comunità di adulti scout, con lo stesso spirito scout dei più piccoli e soprattutto sugli stessi valori, camminano giorno per giorno nella realtà e nel quotidiano e per questo possono essere testimoni credibili della bontà dello scautismo stesso che voi praticate.

Testimoni di impegno, di servizio, di ricerca nella fede, di coinvolgimento nel politico per il bene comune, per la costruzione di quella città dell’uomo a cui noi tutti puntiamo. Ma soprattutto le comunità Masci sono comento di condivisione e di accompagnamento e ascolto dell’uomo e della donna d’oggi, rappresentano una concreta occasione di crescita permanente di adulti tra adulti, con l’obiettivo sempre della ricerca della felicità anche su questa terra. “Che la vostra gioia sia piena” è l’augurio evangelico, bene le comunità di adulti scout cercano di vivere questo nella carità e nella vita di fraternità non chiusi in se stessi ma aperti al mondo e dentro la storia. Non si insegna forse questo anche ai più giovani? Allora è facile comprendere come lo scautismo adulto può essere testimonianza, oltre che a servizio, per lo scautismo dei più giovani, per i genitori dei piccoli, per adulti che prendendo la partenza poi fanno molto altro nella vita, per quei capi che smettono di svolgere il servizio educativo e magari, dopo un po’ e con una famiglia consolidata, sentono un richiamo a mettere in pratica più compiutamente i valori scout, per tutti è testimonianza che si fa proposta. Aiutate tutti coloro che potrebbero a cogliere questa occasione!

Alcune suggestioni per vivere concretamente insieme in questo tempo.

Ogni gruppo, ogni comunità MASCI lavorano spesso insieme, nel quotidiano…. Ma in questo nostro tempo vedo alcune sensibilità che potrebbero trasformarsi in vera e propria presenza scout congiunta nei territori della nostra nazione.

Prima la pandemia, poi questa insensata guerra, ripropongono comunque il tema del nostro modello di vita…. È un discorso impegnativo e lungo, ma se guardiamo questo nostro tempo sotto la lente della Laudato Si e della Fratelli Tutti di Papa Francesco possiamo cogliere quanto lo scautismo ha da dire a questa realtà. Il Masci si è impegnato e continuerà a farlo su attività e proposte per una diffusione di nuovi stili di vita, più essenziali e concreti, che rispondano a una visione del mondo più equilibrata e giusta…. in quante città e realtà si sono fatte e si faranno attività insieme con questo sfondo, come scout riappropriamoci del tema della creazione in senso pieno, perché è parte costitutiva del nostro essere.

Se poi aggiungiamo il tema della pace da vivere, non in modo retorico, ma come centrale nelle relazioni e nella vita quotidiana…è un discorso lungo che però può coinvolgerci davvero in presenze comuni.

Ma questo nostro tempo richiede anche un supplemento di impegno civile, civico e politico. Chiaramente vivere questa dimensione tra adulti ha un significato più coinvolgente, per i giovani rimane un percorso di crescita. Non abbandoniamo l’idea e la preparazione per vocazioni all’impegno politico, c’è bisogno di chi si dedichi alla casa comune con gli occhi ed il cuore rivolto al bene di tutti, c’è davvero bisogno! Non cadiamo nella tentazione, già vista, del rinchiudersi in sacrestia per paura del coinvolgimento politico. Ricordate: non esiste l’agnosticismo delle idee e delle posizioni, esistono persone che pensano, che si confrontano, che si possono impegnare per il bene di tutti e persone che per paura rimangono estranee, ma anche questa è una posizione politica. Questo è un cammino che il Masci cerca di compiere e che mette al servizio di tutti, anche dei più giovani.

Nel prossimo tempo del Creato, sabato 1 e domenica 2 ottobre ogni comunità Masci cercherà di organizzare e celebrare una Santa Messa in stile Laudato Si’. Che bello se si riuscisse insieme, da scout, a coinvolgere comunità parrocchiali, associazioni, fedeli e abitanti di ogni territorio. La scelta del luogo sarà importante: immerso nella Natura, ma non troppo distante dal tessuto urbano in modo da renderlo accessibile a tutti, magari con un breve cammino di pellegrinaggio; ma potrebbe anche andar bene un giardino o un prato lontano dai rumori della città, in modo che la connessione con il Creato sia percepita. Per la costruzione dell’altare ricorriamo alla nostra esperienza di attività all’aperto. Per il Tabernacolo quale migliore scelta di quella Tenda che ci ricollega allo scorso anno (la tenda di Abramo) e che ci contraddistingue come scout? “E il Verbo si fece carne e venne a piantare la sua tenda in mezzo a noi” (Giovanni 1, 14). Nella Tenda potremo anche rappresentare il Roveto Ardente, simbolo del prossimo tempo della Laudato si’, che ci porta alla mente il grido degli Oppressi della Terra. Alla celebrazione potremo anche affiancare un gesto simbolico che rappresenti il nostro impegno nella cura del Creato: potremo piantare un albero o lasciare in dono ai convenuti una scatolina con dei semi da piantare. Tante idee, utili anche per i più giovani

Poi non dimentichiamo la santificazione di don Giovanni Minzoni, siamo partiti insieme due anni fa, finalmente il Vescovo ha dato l’avvio al percorso diocesano, c’è un gruppetto misto che collabora, il prossimo anno sarà il centenario dell’assassinio di don Giovanni, non lasciamoci scappare questo seppur triste anniversario. Dobbiamo rilanciare questa figura: è un testimone ancora vivo e presente di cui tutti noi, adulti e giovani, abbiamo ancora bisogno.

Infine un invito che rivolgo, pensando ai rapporti tra le nostre associazioni, ma anche riflettendo sul nostro essere, prima di tutto a me stesso e al Masci, ma credo valga anche per i vostri gruppi, un po’ per tutti: usciamo dalla sindrome della rotonda, la rotonda stradale.

Si, troppo spesso sembriamo intrappolati in una rotonda senza uscire, o forse vogliamo rimanerne intrappolati. Facciamo sempre le stesse cose… “si è sempre fatto così, perché cambiare?” …. In fondo la rotonda dà certamente sicurezza nel fare lo stesso percorso, poi lì dentro si ha sempre la precedenza, entrare è difficile e quindi sono in pochi a disturbare il nostro andare…. E intanto giriamo sempre dentro la stessa rotonda!  Qualche volta poi si possono inserire alcuni ostacoli per evitare l’entrata, così è anche meglio… la rotonda non obbliga a pensare e a essere creativi, è un cammino già tracciato, appunto, sempre lo stesso giro….

Abbandoniamo questa sindrome, usciamo da questo rischio, prendiamo una via…. Si, ma per far questo dobbiamo sapere dove andare, quale uscita prendere, in quale direzione orientarci…e questo forse è il difficile…e poi se guardiamo il cammino che porta lontano, guardiamo l’orizzonte e non scorgiamo l’arrivo, …. forse non c’è…

Sappiamo bene che ogni traguardo è una tappa intermedia, mai l’ultima, questo lo sappiamo da sempre…. ma per cambiare il nostro modo di essere, per camminare sul sentiero della vita, dobbiamo fare solo una cosa: uscire dalla rotonda!!

Grazie ancora, buon lavoro e buon cammino.

massimiliano costa

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