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Petizione on Line

Il Senato dice sì: i medici potranno denunciare alle autorità gli immigrati irregolari
L'Aula di Palazzo Madama ha approvato l'emendamento presentato dalla Lega, primo firmatario il capogruppo Federico Bricolo, che cancella la norma secondo la quale il medico non deve denunciare l’immigrato irregolare che si rivolge alle strutture sanitarie pubbliche.

Premesso che
consideriamo l’emendamento presentato dalla Lega Nord ed approvato in Senato:
in termini pratici, inutile e dannoso, perché si rivelerà un incentivo per gli am¬bulatori etnici clandestini e per una sanità parallela
in termini sanitari,  un vero e proprio boomerang per la salute di tutti, cittadini italiani compresi, poiché gli stra¬nieri evitando di farsi curare per paura, diverranno «potenziali diffu¬sori di malattie»
in termini giuridici, un vulnus a un diritto fondamentale che, come tale,  a nulla può essere subordinato in termini etici, direttamente contrario alla solidarietà verso i socialmente deboli

Riteniamo che non sia in alcun modo negoziabile il rispetto del segreto nell’ambito della professione sanitaria.
Il segreto professionale nella professione sanitaria è di fondamentale importanza, non solo per un corretto esercizio della professione nei confronti della collettività ma anche per un rapporto necessariamente fiduciario tra medico e paziente.
Il diritto alla “riservatezza”, fondamento logico e giuridico della disciplina relativa al “segreto professionale”, trova, infatti, la sua consacrazione nell’articolo 12  della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani ed è recepito nell’ordinamento della Repubblica Italiana tramite l’articolo 2 della Costituzione che riconosce e tutela i diritti inviolabili dell’uomo tra cui quello appunto della “riservatezza” Quest’ultimo diritto, da cui scaturisce l’obbligo al segreto professionale, assume una valenza del tutto particolare nell’ambito della speciale relazione che si stabilisce tra medico e paziente il cui cardine, nell’ottica di una “alleanza terapeutica”,  è costituito dal rapporto fiduciario tra i contraenti “dell’alleanza”. E’ evidente che la anche solo potenziale rivelazione da parte del medico di notizie riguardanti la persona del paziente avrebbe effetti gravissimi non solo in forma diretta ed immediata, perché il paziente si sentirebbe tradito nella sua relazione fiduciaria, ma anche a lungo termine, inducendo di fatto il paziente stesso a tacere al medico informazioni preziose per la diagnosi e la cura o,  peggio ancora, a rinunciare ad avvalersi dell’opera del medico con nocumento alla salute propria e  della collettività nel caso di malattie a diffusione epidemica.
Non a caso in un documento prodotto nel corso della Conferenza europea degli ordini dei medici tenutasi a Parigi il 5 giugno 1987 si afferma:
<<.... Il medico è necessariamente  il confidente  del paziente, Egli deve garantire il segreto totale su tutte le informazioni raccolte [....] il medico deve rispettare la vita privata dei pazienti e prendere le misure necessarie  atte da impedire  che vengano divulgate  notizie  apprese durante  l'esercizio della professione. Qualora  la legge nazionale preveda eccezioni al segreto medico, il medico dovrà chiedere  preventivamente il parere del suo Ordine professionale......>>

Nel caso che il testo della legge approvata comprendesse l’emendamento, a nostro parere questo non dovrebbe essere applicato dai medici ( né da altro personale sanitario) poiché costituirebbe una lesione dei diritti umani e fondamentali, che, a loro volta sono una conseguenza dell'obbligo morale di solidarietà verso il socialmente debole.
Né l’applicazione potrebbe essere giustificata dal Codice Deontologico italiano 2006, che  “ammette” il superamento del segreto professionale all'art 10 [“La rivelazione è ammessa ove motivata da una giusta causa, rappresentata dall’adempimento di un obbligo previsto dalla legge (denuncia e referto all’Autorità Giudiziaria, denunce sanitarie, notifiche di malattie  infettive, certificazioni obbligatorie) ovvero da quanto previsto dai successivi art. 11 e12], poiché la irregolarità del clandestino che andrebbe denunciata rientrerebbe in motivazioni non di tipo sanitario, ma di ordine pubblico, al cui riconoscimento risultano del tutto estranee le specifiche competenze mediche..
Riteniamo questa proposta gravemente ingiusta e in netta antitesi con quanto affermato nella Dichiarazione Universale dei diritti dell'uomo, in particolare dell’art. 25 (Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all'alimentazione, al vestiario, all'abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari; ed ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidità, vedovanza, vecchiaia o in altro caso di perdita di mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volontà ) e nella Costituzione italiana, art 32 (La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti ) e soprattutto con i principi fondamentali a cui ogni medico si ispira nella pratica professionale.

 
In quanto medici e rappresentanti di un movimento di adulti che pongono al centro della propria azione la persona e quei valori che rendono la vita di ogni donna e ogni uomo al di sopra di ogni altro interesse, ribadiamo senza incertezze che, a nostro giudizio, l’emendamento approvato dal Senato è inaccettabile sul piano giuridico perché in contrasto con la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e con l’articolo 2 della Costituzione Italiana su quello sanitario-epidemiologico, essendo evidentemente una normativa sbagliata e pericolosa che può rapidamente favorire il realizzarsi di una sanità clandestina e illegale con conseguente pericolo sociale derivante da gravi carenze della profilassi igienico sanitaria. ma ancor più sul piano etico-deontologico ove rappresenta una barbarie normativa

auspichiamo

che i deputati e i senatori eletti di tutte le rappresentanze politiche, NON CONFERMINO, nell’ approvazione definitiva della legge in discussione, il passaggio introdotto nella discussione in Senato

chiediamo che

la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici (FNOMCEO), con un comunicato ufficiale, ribadisca che si tratta di una disposizione contro l’etica e la deontologia e inviti i propri iscritti a non denunciare gli immigrati irregolari che ricorrono alle loro cure e dia di questo comunicato ampia diffusione

invitiamo

a sottoscrivere il presente documento, e a sostenerne il contenuto presso l’Ordine dei Medici,  tutti i medici censiti nel MASCI e in tutte le organizzazioni scoutistiche presenti sul territorio nazionali nonché   tutti i medici che, negli anni,  hanno condiviso quella promessa che rende ogni scout “amico di tutti” e che prestano il loro servizio “ponendo il proprio onore nel meritare fiducia”

Primi firmatari:
RICCARDO DELLA ROCCA                          PRESIDENTE NAZIONALE MASCI
ALBERTO ALBERTINI                                   SEGRETARIO NAZIONALE MASCI
PADRE FRANCESCO COMPAGNONI          ASSISTENTE NAZIONALE MASCI
CLAUDIO BISSI                            MEDICO CONSIGLIERE NAZIONALE MASCI
MARIO LAGANA'                          MEDICO CONSIGLIERE NAZIONALE MASCI
FRANCESCO MARCHETTI          MEDICO CONSIGLIERE NAZIONALE MASCI
ELISABETTA MERCURI               MEDICO CONSIGLIERE NAZIONALE MASCI
ROBERTO URSINO                      MEDICO CONSIGLIERE NAZIONALE MASCI
CARMINE ZOBEL                         MEDICO CONSIGLIERE NAZIONALE MASCI
BRUNO MAGATTI                                        CONSIGLIERE NAZIONALE MASCI
FRANCO VECCHIOCATTIVI                       CONSIGLIERE NAZIONALE MASCI
GIOVANNI TRITTO                                      CONSIGLIERE NAZIONALE MASCI
GIORGIO ARESTI                                        CONSIGLIERE NAZIONALE MASCI
MIMMO COTRONEO                                                                   MEDICO MASCI
LORETTA SCARCELLA                                                               MEDICO MASCI
LORENA ACCOLLETTATI                                  COMITATO ESECUTIVO MASCI  
DONATA NICCOLAI                                                        ADULTO SCOUT MASCI
PAOLA MENEGAZZI                                                       ADULTO SCOUT MASCI

Firma la petizione