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Evoluzione del concetto – Enzo Baldacchino – Sicilia – Comunità Porto Empedocle

Circa trentanni fa, all’Assemblea Nazionale di Pompei del 1991, venne trattato, approfondito e discusso un tema di grande rilevanza “Dal perché al come”.

Ed in effetti, sul perché,  tutti (almeno dovrebbe essere così….) siamo d’accordo, essendo un movimento connotato nell’acronimo MASCI da due lettere qualificanti (S=Scout e C=Cattolici), ad operare in favore dei fratelli, specie i più bisognosi di essere aiutati (art. 3 della Legge “Gli Adulti Scouts si rendono utili e aiutano gli altri” ed art. 4 della Legge  “ Gli Adulti Scouts sono amici di tutti e….” nonché il Messaggio evangelico “Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi” e “Riconosceranno che siete cristiani da come vi comporterete”).

Il difficile è ….. come farlo! Fu un’Assemblea meravigliosa, che offrì mille spunti operativi, idee, sensazioni, grande entusiasmo, perché concretizzava con ipotesi progettuali indirizzi pratici.

Tornammo tutti a casa desiderosi di raccontare nelle nostre comunità le risultanze finali.

Ma quell’incontro nazionale, pur essendo determinante per la crescita operativa del movimento, non fu unico, risultando propedeutico a connotare e delineare meglio gli elementi del metodo.

Questi uscirono fuori dagli incontri effettuati da alcuni animatori nazionali con le comunità regionali (io partecipai a Villa San Giovanni ad un incontro interregionale Calabria-Sicilia, Operazione Butterfly, animato da Claudio Gentili, successivamente eletto Presidente Nazionale).

Attraverso un gioco interessante, abilmente condotto ed indirizzato, emersero sei elementi basilari per muoversi adeguatamente come adulti scouts cattolici:

  1. Famiglia
  2. Comunità
  3. Servizio
  4. Catechesi
  5. Vita all’aperto
  6. Educazione Permanente

(l’ultimo elemento elencato è il più importante di tutti, perché interagisce con gli altri, in quanto tutto deve essere realizzato con stile, correttezza, gioia, serietà, impegno, approfondimento e costanza).

Da essi, nel corso degli anni, maturati meglio gli ambiti operativi, le risorse necessarie, le capacità gestionali e, soprattutto, l’evoluzione dell’animus degli AA.SS., questi elementi (sempre validissimi) furono posti a base del “Fare strada nelle 3 C”, ossia

  1. C……uore
  2. C……ittà
  3. C…..reato

Ho fatto questa brevissima cronistoria, proprio per evidenziare che -come Movimento- non abbiamo soltanto una precisa gestione istituzionale (differenza ovvia tra movimento ed associazione), ma anche una predisposizione ad operare in continua e più moderna applicazione (il metodo, come archetipo rimane costante, ma varia la sua interpretazione, che deve necessariamente evolversi ed adeguarsi al tempo in cui esso deve applicarsi).

L’educazione è detta permanente proprio perché si adegua positivamente al tempo in cui si applica e noi stiamo vivendo in un tempo in continua evoluzione, purtroppo non sempre in termini positivi.

Non tutto è addebitabile, perlomeno direttamente, all’uomo, ma questi è il destinatario, positivo e/o negativo, delle mutazioni avvenute: parlo del Covid-19, di questo virus terribile, degenerato in pandemia, che tanti lutti e tragedie ha provocato e continua a provocare, modificando abitudini, usi ed applicazioni, incidendo nel sociale e nell’economia!

Quindi, agli elementi sopra menzionati, alla luce degli eventi che stiamo vivendo/subendo, ritengo sommessamente possa aggiungersene un altro, la “consapevolezza”.

Spiego meglio il concetto.

Ci lamentavamo di non poter andare in crociera, di non avere abbastanza denaro per potere soddisfare tutti i nostri desideri, di avere sempre la stessa macchina, ecc… (la lista è lunghissima, ma penso che questi pochi esempi bastino a far comprendere quanto ampia e sfrenata possa essere talora l’ambizione, la voglia infinita, la cupidigia del genere umano), mentre con la pandemia abbiamo compreso quanto ricchezza possedevamo già, senza rendercene conto e senza apprezzarla adeguatamente.

Dopo i divieti, le mancanze, gli isolamenti, le privazioni (tutti provvedimenti urgenti e necessari, ma quanta difficile e pesante è risultata l’applicazione!), abbiamo rivalutato alcune possibilità non correttamente valutate, comprendendo adesso quanto bella e gratificante potesse essere anche la semplice passeggiata con gli amici, la sosta al bar, la pizza in allegria.

Pertanto, per una migliore e precipua crescita intellettiva e morale dei soggetti (educazione permanente), oggi annoveriamo anche questo termine “consapevolezza”, perché, pur guardando avanti, non dobbiamo mai dimenticare il vissuto, scuola di vita e di socialità, con tutti i privilegi finora goduti, senza averne saputo o voluto gustare sino in fondo la loro importante funzione, senza –perdonate la voluta ripetizione- esserne consapevoli.

E se siamo “consapevoli” di questo, saremo veramente “consapevoli” di quanto Lui, il Padre misericordioso, ci abbia voluto bene e di quante grazie ci abbia sempre fatto dono!

Enzo Baldacchino

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