Sulle colline del Chianti abbiamo bevuto a piene labbra dall’otre di Isaia. Questo personaggio enigmatico che si prolunga nei secoli sul 021popolo di Israele. Una voce ora tuonante, ora suadente, ora sussurrata che ricorda agli ebrei nel dolore dell’esilio, nella gioia della liberazione, nel sogno di un futuro radioso la presenza costante del loro Dio che cammina accanto ad essi. Li riprende, li culla, li sprona, li conforta. Un cammino che, pur nelle asperità, non è mai solitario. Dio è sempre lì pronto ad ascoltare, a riprendere, a perdonare. Un cammino in cordata in cui capocordata è il Dio degli eserciti, il Dio potente che si reclina a proteggere questo “piccolo resto” al quale ha affidato il suo messaggio e la sua immagine di unicità. Passa in mezzo a popoli ostili, minacciosi, agguerriti contro di lui, ma Dio gli fa da sponda a destra ed a sinistra perché il suo cammino sia indenne da disfatte. Lo precede come una guida attenta, lo stringe fra le sue braccia come una madre premurosa, perché da lui dovrà uscire “il virgulto di Jesse” dal quale sboccerà il Figlio suo prediletto, luce accecante che brilla nelle tenebre. Allora gli sguardi di tutte le genti si volgeranno a lui ed il piccolo resto si rivelerà per un grande popolo.

Più profeti raccolti sotto un solo nome, Isaia appunto, parlanoimg-20170218-wa0000 con parole accorate di una storia bella, incomprensibile per molti, in cui un Dio sceglie un popolo per perpetuare un messaggio diretto a tutti i popoli: nelle più grandi prove della vita di ognuno e della storia mai disperare; c’è sempre un Dio accanto a te, un Dio che, anche davanti alle colpe più scarlatte, saprà renderle più bianche della neve. Un Dio di misericordia che non vuole la perdizione dei suoi figli, ma che è sempre pronto a perdonare, ad accogliere, dovesse anche costargli la morte del Figlio.

Il Dio di Isaia è un Dio di amore, anzi, è l’Amore; un Dio che vuole che il figlio si converta e viva. Ed anche quando si inquieta e castiga è perché il figlio torni e, nel pentimento del figlio, sta la Sua gloria e la Sua gioia.

Tre giorni vissuti in un ritiro sulle colline del Chianti popolate di viti ed uliveti pront029-1i ad esplodere in colori e profumi ammalianti con l’approssimarsi della primavera che già bussa alla porta; questo il nostro terzo Campo Bibbia nelle terre di Toscana.

San Martino, 19 Febbraio 2017

 

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