Come è nata Fraternità Alpe Adria

Tutto ha avuto inizio il trenta marzo 2001. Il Masci del Friuli-Venezia Giulia allaccia i  primi contatti con gli adulti scout sloveni in occasione dell’assemblea costituente dello SBOKSS (quasi impronunciabile acronimo del movimento sloveno degli adulti scout). Nel maggio dello stesso anno il Masci Veneto si incontra con il segretario della Gilde  austriaca nel corso del Plenum Internazionale a Verona. Ad ottobre prende “forma” una possibile iniziativa di fraternizzazione nell’ambito delle Regioni e dei Land già inseriti nella Comunità di lavoro “Alpe Adria”. Nel dicembre a Lubiana, in Slovenia, incontro tra i rappresentanti di Masci FVG e Veneto con quelli di Slovenia ed Austria: nel gennaio del 2002 il Progetto “Alpe Adria” viene presentato al Consiglio Nazionale.

“Ma questa Comunità di lavoro Alpe Adria che cos’è?”, si chiede.
 Ebbene, prima di continuare nel racconto degli eventi scout è bene parlarne.

Quasi trent’anni fa, e più precisamente nel novembre ’78, ciò che fino a quel momento era stato un rapporto informale di amicizia tra regioni confinanti si trasformava ufficialmente a Venezia in una comunità che intendeva rifarsi alla tradizione e ad una storia percorsa insieme.
Ponendo la loro firma sul protocollo d’intesa i rappresentanti delle regioni italiane di Friuli-Venezia Giulia e Veneto, austriache di Carinzia, Austria Superiore e Stiria, dello Stato di Baviera, delle repubbliche di Slovenia e di Croazia hanno dato vita  alla comunità di lavoro Alpe Adria, compiendo un passo importante verso un nuovo futuro per l’Europa.
In seguito la “Comunità di lavoro dei Länder e delle Regioni delle Alpi Orientali – ALPE ADRIA”,  così è più propriamente definita nel protocollo d’intesa, si è allargata: ne sono entrate a far parte le regioni italiane di Trentino-Alto Adige, Lombardia ed Emilia-Romagna, il Burgerland austriaco, il cantone svizzero Ticino e cinque regioni ungheresi: Györ-Moson-Sopron, Vas, Somogy, Zala, Baranya.
La comunità di lavoro si prefigge lo scopo di trattare in comune e coordinare problemi che sono nell’interesse dei suoi membri, quali comunicazioni transalpine, movimento dei porti, produzione e trasporto di energia, agricoltura, economia forestale, economia idrica, turismo e protezione dell’ambiente e della natura,  tutela del paesaggio, rapporti culturali, contatti tra istituti scientifici.
La presidenza della Comunità di lavoro è a turno biennale: attualmente (biennio 2005-2006) è in capo al rappresentante della regione ungherese di Baranya.  

Tornando ai “fatti scout” ciò che più interessava, nella scelta di utilizzare il nome Alpe Adria anche per la “Comunità di lavoro tra gli AS”   è la sua storia:
Alpe Adria affonda le sue radici nella diffusione del Cristianesimo che si propagò dalla romana Aquileia verso le regioni vicine e le province transalpine di Raetia (parte dell’attuale Svizzera ed il Tirolo), Norico Savia (Austria e parte nord della Slovenia)  e Pannonia (Slovenia) fin dal IV secolo. Attorno ad Aquileia si raccolsero più di una ventina di diocesi, situate sia nella Cisalpina che al di là delle Alpi orientali, dando vita alla più estesa provincia ecclesiastica della cristianità occidentale.
Va qui ricordato che in quel momento storico, caratterizzato da una dinamica evoluzione e modificazione delle strutture politiche e amministrative del mondo romano, uno dei principali elementi di continuità e stabilità tra l’età antica ed il medioevo fu senza dubbio l’organizzazione ecclesiastica.
Il processo di evangelizzazione non subì arresti nemmeno durante i momenti di grave instabilità che si verificarono con le invasioni barbariche. La comunione tra popolazioni così diverse venne favorita dalla venerazione per un comune patrimonio di Santi. Nell’ VIII secolo il Patriarcato di Aquileia comprendeva una circoscrizione molto vasta, estesa dall’entroterra veneto e istriano sino a tutta l’area infradanubiana, dalla Carinzia alla Baviera e dalla Slovenia all’Ungheria. Questa giurisdizione fu la più vasta dell’Europa medievale, raggruppando popolazioni di stirpe latina, slava e germanica.
La storia poi ha fatto il suo corso: prima i Longobardi, poi i Franchi, poi l’impero ed infine Venezia, che nel 1420 conquistò la regione di Aquileia, posero fine a questa grande giurisdizione ed i popoli cristiani, prima riuniti in un unico patriarcato, ebbero una loro distinta vita civile ed ecclesiale.

Se Alpe Adria ha ritrovato queste radici comuni orientandosi verso un condiviso cammino di lavoro politico amministrativo, a maggior ragione anche lo scautismo adulto cattolico ha voluto a sua volta innestarsi su questa grande tradizione ecclesiale e, memore dell’unica grande comunione di fedeli costituita dal Patriarcato di Aquileia, proiettarsi verso un futuro europeo di condivisione della proposta scout tra gli adulti.

Proseguendo nel racconto dei “fatti scout”, il 2 marzo 2002 a Cescals, presso la base scout di “Cuel del Nibli” (per i non friulani è il Colle del Nibbio), è avvenuto l’incontro tra il Masci di FVG e Veneto, con gli AS di Stiria, Carinzia e Slovenia.
Il primo “Meeting Alpe Adria Scout” è avvenuto in occasione dell’incontro di Primavera
della Regione Veneto nel maggio 2002, a Monte Sommano, con la partecipazione del Presidente nazionale. Nella riunione organizzativa tra i delegati di FVG, Veneto, Trentino A.A., Umbra, Stiria e presente il segretario generale austriaco, responsabile per i gemellaggi, è stato siglato il primo protocollo di intenti.
Fin qui i passi salienti di Alpe Adria Scout. Proseguire con il resoconto degli incontri, a questo punto, può diventare noioso. Ce ne sono stati parecchi altri in Slovenia, Austria, Italia, fino ai giorni nostri.
Alpe Adria Scout rappresenta un comune “cammino di crescita” che, per ora, è stato intrapreso con i fratelli austriaci, sloveni e ultimamente croati: è forte la speranza di veder aderire a questa proposta altri fratelli dell’area di Alpe Adria ma non solo.
Le comuni radici cristiane, ahimè dimenticate nella stesura della carta costituzionale europea, costituiscono il filo che unisce gli scout di quell’angolo di Europa che rappresenta l’anello di congiunzione tra Occidente ed Oriente.
Veneto, Friuli, Austria, Slovenia e prossimamente Croazia sono i Paesi attraverso i quali si snoderanno i traffici internazionali dall’Europa occidentale, meridionale e settentrionale verso i porti adriatici, verso l’est ed i Balcani. Nuove strade, corridoi ferroviari, banchine attrezzate costituiranno una rete di servizi per la mobilità delle merci e dei cittadini.
Gli AS dell’Alpe Adria sono proiettati verso questo “nuovo mondo” forti della loro comune storia e delle tradizioni cristiane.