Non tutti conoscono la storia della nostra Bandiera, e neppure il significato dei tre colori che la compongono. Secondo un’antica poesia imparata alle scuole elementari (del mio tempo), nel vessillo dell’Italia ci sarebbe il verde per ricordare i nostri prati, il bianco per le nostre nevi perenni, ed il rosso in omaggio ai soldati che sono morti in tante travagliate guerre.

In questi giorni radio, tv e giornali parlano della vittoria della prima guerra mondiale, ma poche sono le analisi fatte del “perché la guerra” e “del costo umano” che causò. La data del 04 Novembre è oggi il ricordo dei cento anni dalla fine vittoriosa di questa guerra, che commemora la firma dell’armistizio siglato a Villa Giusti (Padova), data che è legata ad una memoria contraddittoria, che risveglia l’esultanza per la fine di quell’immane conflitto, ma ricorda anche il dolore del nostro Paese per i 650 mila morti oltre un milione di invalidi, ed i 15 milioni circa di soldati morti di tutti i fronti.

Dopo 100 anni si fatica a comprendere che la guerra non è mai giusta, se combattuta per acquisire più potere e più territorio, se non da chi di quelli anni si portava dentro ancora l’orrore; ed era il 9 luglio 1978 quando Sandro Pertini nel suo insediamento come Presidente della Camera iniziava il suo discorso: “Si svuotino gli arsenali fonte di morte, si riempiano i granai fonte di vita.” Da domani questo è per meglio ricordare i colori del nostro TRICOLORE!

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